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A Maranzana, il “paese dei babaci”, si torna all’improvviso bambini

MARANZANA. Nostalgia dei giochi dell’infanzia? Sentite la necessità di quei passatempi leggeri, tipici di quando si era bambini? Allora Maranzana è il paese che fa al caso vostro. Nel Monferrato astigiano esiste un posto, dove passeggiare tranquillamente tra le sue vie e strade vi farà sentire in un certo senso “più giovani”. Il borgo, a cavallo tra la provincia di Asti e quella di Alessandria, si chiama Maranzana, un paese di poco più di 300 abitanti, soprannominato da qualche anno a questa parte “il paese dei babaci”. Il termine babaci (babaciu al singolare) è una parola del dialetto piemontese e significa pupazzi.

Un borgo in continua evoluzione

Come spesso capita ai piccoli paesi di provincia, un po’ distaccati dai grandi centri urbani e collocati in ambienti collinari o montani, accade che lo spopolamento e, quindi, il conseguente esodo verso le grandi città diventino le sorti più frequenti, ma anche le più tristi per il paese stesso. Maranzana non ha fatto eccezione, dai 1.000 abitanti registrati nel secolo scorso, si è arrivati a contarne meno di 300. Gli abitanti del borgo però non sono persone che si arrendono tanto facilmente, hanno perciò deciso di trasformare la tranquillità del loro centro abitato in un punto di forza e in un’attrattiva turistica. Da un’idea di una delle consigliere comunali, si sono imbastiti i primi maranzanesi di pezza, costruendo attorno a loro delle vere e proprie scene di vita quotidiana, che richiamassero anche cultura e tradizioni tipiche del borgo. 

Le storie dei babaci

In tutta Maranzana si dislocano gruppi di babaci con vestiti colorati e volti espressivi e cordiali. Ognuno di loro ha un compito ben preciso, quello di raccontare una storia, di tramandare qualcosa di estremamente prezioso e importante, un’eredità da non lasciar cadere nel dimenticatoio. Ecco che passeggiando per il paese si fa la conoscenza degli anziani, che chiacchierano animatamente nel Praticello di via Cesare Battisti, e poi di Rosalba, che sa cucire e che insegna questa splendida arte ad una ragazzina, che aspira a diventare brava proprio come lei, e poi dei frequentatori del Bar “La Tana del Tasso”, ritrovo abituale, dove si viene aggiornati sulle ultime notizie del paese, e tanti altri ancora.

Il marinaio

Il babaciu che lascia sorpresi è senza dubbio il n. 29 “Il marinaio”, che racconta una storia molto particolare. Malgrado la posizione geografica di Maranzana, collocata tra le colline monferrine, tuttavia nel tempo i suoi abitanti non sono riusciti a non cedere al fascino del mare e della navigazione. Infatti, molti dei suoi paesani sono stati dei navigatori. Tra loro si ricorda un grande navigatore, Giacomo Bove, che solcò i mari a bordo della nave Vega, con la quale aprì per primo il passaggio a nord-est nel 1878. A lui è stato anche dedicato il “Museo Giacomo Bove & Maranzana”, in cui vengono ricordate le sue imprese.

La visita del borgo

Nel periodo aprile-settembre Maranzana richiama molti turisti, non solo provenienti dal Piemonte, ma anche da fuori regione. In quei mesi i babaci sono distribuiti lungo le vie del paese, pronti per essere fotografati e eccezionalmente in posa per scattare selfie divertenti con chi fa loro una visita. Sul sito www.ilpaesedeibabaci.it è possibile scaricare dall’area “download” sia la mappa con la posizione di tutti i pupazzi maranzanesi, sia le loro storie, per entrare in quell’atmosfera di rusticità ormai lontana.

Inoltre, per chi ama il trekking e le camminate, ci si può avventurare lungo il Sentiero del Papa fino a raggiungere il Bosco delle Sorti, e magari incontrare anche un boscaiolo, che però non vi dirà nulla, perché… indovinate? È di pezza anche lui! Prendetevi qualche ora di tempo e andate a conoscere tutti i 90 pupazzi, non ve ne pentirete.

Chiara Parella

Piero Abrate

Giornalista professionista, è direttore responsabile di questa testata e del quotidiano online Piemonte Top News. In passato ha lavorato per quasi 20 anni nelle redazioni di Stampa Sera e La Stampa, dirigendo successivamente un mensile nazionale di auto e il quotidiano locale Torino Sera. E’ stato docente di giornalismo all’Università popolare di Torino.

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