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Viaggi nella storia del Piemonte: il castello di San Giorgio Monferrato

SAN GIORGIO MONFERRATO. Dall’alto domina il centro abitato con la sua mole neogotica, in tutta la sua imponenza. E’ il castello di San Giorgio, nel cuore del Monferrato, poco distante dal suo capoluogo naturale, Casale, in provincia di Alessandria. Lo scopo della sua costruzione, come in molti altri casi, è quella di mettere un freno alle scorribande dei saraceni che infestava il Monferrato e il Piemonte.

La parte più antica della costruzione è attualmente la torre quadrata risalente al IX secolo: proprio per questo si può considerare il maniero più antico del Monferrato. Intorno alla torre e all’antico ricetto si sono sviluppati i mille anni di storia del castello nei vari stili architettonici che si susseguono in una composizione eterogenea ed armonica, certamente unica nel suo genere.

Libri di storia alla mano, nel XIII secolo Guglielmo VI del Monferrato investe del feudo la famiglia Avogadro, mentre l’ultimo dei Paleologi, Giovanni Giorgio del Monferrato, edifica le possenti mura in laterizio, delle quali sono ancora presenti tracce. Nel corso del XV secolo il territorio è colpito da una terribile pestilenza e il maniero diviene la sede del tribunale dell’Inquisizione che mette alla gogna varie persone accusate di essere “untori”. Molti di queste verranno condannate a morte dopo aver subito atroci torture.

Nel 1533, con il passaggio del Monferrato ai Gonzaga di Mantova, il castello viene più volte occupato dai francesi e semidistrutto dagli spagnoli agli inizi del Seicento. Per questo motivo, tra il XVII e il XVIII secolo, subisce lavori di ricostruzione, con l’aggiunta del parco e di un giardino all’italiana.

Gli ultimi feudatari di San Giorgio, i Gozani, arricchiscono anche il castello di una scenografica facciata settecentesca, a masse progressivamente rientranti, del grande scalone ad “u” e dei due archi che segnano gli ingressi a sud e da nord. Sempre a questi signori si deve la costruzione nel 1700, all’interno del giardino pensile, della piccola cappella, dalle proporzioni perfette, opera del Ferroggio, allievo dello Juvarra. Un aspetto saliente del castello è rappresentato dalle terrazze, attraverso le quali si conquista una visuale sempre più ampia sulle colline di tutto il Monferrato, dalla piana fino alle Alpi.

L’ultimo intervento stilistico, nelle forme neogotiche della facciata meridionale, risale al secolo scorso dall’architetto Bollati. All’interno si trova la collezione privata di affreschi, raccolti dagli ultimi proprietari Franca ed Orlando Crotti, in un suggestivo itinerario dal medioevo fino al periodo cinquecentesco dove si possono trovare scene sacre e scene quotidiane come la vita nei campi, le botteghe medievali e sceme sacre o i giochi dei bambini.

Il castello oggi è stato trasformato in hotel con centro benessere ed ospita eventi, meeting e matrimoni.

Piero Abrate

Piero Abrate

Giornalista professionista, è direttore responsabile di questa testata e del quotidiano online Piemonte Top News. In passato ha lavorato per quasi 20 anni nelle redazioni di Stampa Sera e La Stampa, dirigendo successivamente un mensile nazionale di auto e il quotidiano locale Torino Sera. E’ stato docente di giornalismo all’Università popolare di Torino.

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