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A spasso per residenze sabaude: Palazzo Madama di Torino

Tra le residenze reali di Casa Savoia un posto di rilievo spetta ovviamente a Palazzo Madama. Situato in Piazza Castello, nel pieno cuore di Torino, l’edificio vanta infatti una storia secolare e gloriosa, ed è uno degli edifici più rappresentativi del Piemonte, se non di tutta l’Italia. Il sito architettonico è oggi patrimonio dell’umanità dell’Unesco ed è sede del Museo civico di arte antica.

Là dove oggi sorge questo maestoso edificio, ai tempi dei Romani si trovava la Porta Decumana, che permetteva l’accesso alla città dal lato del Po. Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, la porta fu trasformata in fortezza a scopo difensivo. La primitiva fortificazione passò ai marchesi di Monferrato nel XIII secolo, e questo fu il luogo dove, con buona probabilità, venne siglato il trattato del 1280 tra Guglielmo VII del Monferrato e Tommaso III di Savoia che prevedeva la liberazione del primo e la cessione di Torino dagli Aleramici ai Savoia.

Un secolo dopo fu sempre un Acaja, Lodovico, a rimaneggiare il castello, facendogli assumere la forma quadrata con corte e portico, quattro torri cilindriche angolari, ancora oggi in parte riconoscibile su tre lati. L’estinzione del ramo d’Acaja vide il castello diventare una residenza per gli ospiti dei Savoia e Filippo I iniziò l’ingrandimento e l’abbellimento del palazzo, facendone il suo centro di potere sulla città. Nei secoli successivi, il Palazzo ebbe solo il ruolo secondario di alloggiare gli ospiti della famiglia dei Savoia, diventando talvolta anche sede di matrimoni e spettacoli.

Il momento di massimo splendore il palazzo lo vive nel XVII secolo. In effetti nel 1637 la reggente Maria Cristina di Borbone-Francia, volendo sottrarsi all’aria pesante della corte, lo elegge come sua residenza. Non appena insediata, commissiona importanti lavori ristrutturali, come la copertura della corte (che ancora oggi si eleva un piano al di sopra del resto della costruzione) e l’ammodernamento degli appartamenti interni.

Il nome odierno di Palazzo Madama si deve, invece, a Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours che, insieme a Filippo Juvarra, inizia un grandioso progetto in stile barocco, del quale però fu completata solo la facciata. Questa sorta di maschera barocca copre in parte l’edificio medievale e gli dona maestosità e autorevolezza.

Nell’Ottocento, alla vita di corte subentra la politica: Carlo Alberto vi insedia il primo Regio Senato ed è qui che viene proclamata la nascita del Regno d’Italia. Il Senato si riunisce sino al 9 dicembre 1864: due mesi dopo la capitale viene, infatti, spostata a Firenze. Carlo Alberto ne fa sede anche della Pinacoteca Regia, mentre suo padre Carlo Felice nel 1822 aveva deciso di ospitare a palazzo l’osservatorio astronomico. Nel corso del Novecento il palazzo sarà oggetto di numerosi restauri e ripristini, conclusi recentemente.

Lo scalone interno di Palazzo Madama in un dipinto di Carlo Bossoli (1853)

Il 6 maggio 1949 si svolgono i funerali del Grande Torino. Le salme vengono esposte proprio nel Palazzoa, per poi venir trasportate fuori, in corteo, tra la folla formata da 500 mila persone radunatesi per dare l’estremo saluto ad una delle compagini calcistiche più forti di tutti i tempi.

Oggi, Palazzo Madama ospita una vasta collezione di sculture e di opere d’arte (Museo Civico di Arte Antica) dei diversi secoli della sua storia, oltre a una delle più importanti collezioni di porcellane al mondo, che rendono questo meraviglioso palazzo una delle mete turistiche più visitate della città di Torino. Una curiosità per concludere. Da luglio 2012, è possibile celebrare i matrimoni civili anche nel giardino di pertinenza di Palazzo Madama, il “Giardino del Castello”, di ispirazione medievale, ubicato all’interno dell’edificio stesso.

Piero Abrate

Piero Abrate

Giornalista professionista, è direttore responsabile di questa testata e del quotidiano online Piemonte Top News. In passato ha lavorato per quasi 20 anni nelle redazioni di Stampa Sera e La Stampa, dirigendo successivamente un mensile nazionale di auto e il quotidiano locale Torino Sera. E’ stato docente di giornalismo all’Università popolare di Torino.

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