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Città, paesi, un altopiano e un’area verde con tanto di Mole: i toponimi Piemonte e Torino nel mondo

Dalla regione subalpina al Piedmont americano e da una Torino all’altra attraversando l’Oceano Atlantico

Premesso che negli Stati Uniti ci sono almeno sette città che si chiamano Piemonte, o meglio Piedmont, sparse tra le varie contee dell’Alabama, della California, della Carolina del Sud, del Sud Dakota, del Missouri, della Virginia e dell’Oklahoma, il Piemonte americano è noto anche e soprattutto per essere una vasta regione della costa orientale.

Più precisamente, il Piedmont americano è un altopiano, posizionato tra la Pianura Costiera dell’Atlantico e i Monti Appalachi. Proprio come il Piemonte nostrano, il pianalto americano del Piedmont è così chiamato perché la regione si estende ai piedi delle montagne. Se il “nostro” Piemonte  è coronato da un arco alpino che dalle Pennine a Nord scende fino alle Marittime a Sud, passando per le Graie e le Cozie, così il Piedmont d’oltreoceano si estende ai piedi della catena degli Appalachi, partendo a Nord dal New Jersey, scendendo a Sud fino alle regioni centrali dell’Alabama, e coprendo una superficie di circa 207.000 km2.

Detto questo, così, per pura curiosità, qualcuno potrebbe chiedersi se ci sono altre Torino nel mondo, oltre alla Torino piemontese, beninteso. Sono almeno due. Una è in Italia, in Abruzzo, e i suoi abitanti si chiamano “Torinesi” proprio come gli abitanti subalpini. Ma ne parleremo tra poco.

L’altra Torino è negli Stati Uniti, ma non è nel Piedmont. La Torino americana, o meglio la Turin degli Stati Uniti d’America, si trova nella Contea di Lewis,  nell’area centro-settentrionale dello Stato di New York. Il territorio della contea è prevalentemente collinoso e degrada verso occidente. L’attuale contea un tempo faceva parte della Contea di Albany. La contea venne stata istituita nel 1805, e assunse il nome di Contea di Lewis in onore di Morgan Lewis a quel tempo governatore dello Stato.

Queste sono le coordinate geografiche della cittadina americana:  43°37’44” N   | 75° 24’ 33” W.

Una vecchia cartolina della Torino americana. Turin, Contea di Lewis, NY, USA.

In realtà più che di una città, si tratta di un villaggio di neppure mille anime. Ciò che stupisce è che la data di fondazione della Torino americana non sia poi così recentissima, essendo stata fondata nel 1797. Il villaggio si è sviluppato attorno a tre antichi mulini specializzati nella frantumazione dei cereali, chiamati “Turin Four Corners”.  Questa piccola Torino si trova a Sud di Lowville, il capoluogo della Contea di Lewis, e a Nord di Roma e a Nord-Est di Siracusa. Ovviamente non mi riferisco alla capitale italiana e alla Siracusa della Magna Grecia, perla della Sicilia, ma a due cittadine americane, anch’esse situate nello Stato di New York, Rome e Syracuse. La Siracusa d’Oltremare è la quinta città dello Stato di New York per numero di abitanti.

Uno scorcio della cittadina di Turin. In primo piano la Casa Comunale (Turin House), sulla Main Street. Fonte: Google Maps.

Prima di parlare dell’altra Torino italiana, vorrei ricordare che una piccola Torino ‒ “morale e ideale” ‒ esiste anche in Argentina, e precisamente nella Pampa Gringa, nella città di San Francisco (58.500 ab. circa nel 2011), nella provincia di Cordoba.  In realtà si tratta di uno spazio verde dedicato alla memoria degli emigranti italiani in Argentina, e in particolare a quelli Piemontesi, che a decine di migliaia affluirono in quella regione tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento in cerca di lavoro e di fortuna. Ebbene, a San Francisco è stata riprodotta, in miniatura, e in struttura metallica, la Mole Antonelliana: per questo possiamo affermare che una Torino “ideale” è presente anche tra i nostri fratelli piemontesi del Sud America.

La “piccola Torino” di San Francisco (Cordoba, Argentina) con la Mole e il Monumento agli emigranti Piemontesi.

Ed ora veniamo alla Torino adriatica. Mi riferisco all’abruzzese Torino di Sangro, o meglio: Torino del Sangro, un comune italiano di poco più di 3.000 abitanti, in provincia di Chieti. L’antico e pittoresco borgo (che vanta due chiese cinquecentesche di particolare pregio, come quella di San Salvatore e quella dedicata alla Madonna di Loreto) è arroccato sulle colline a nove chilometri dal litorale. Ma a Torino di Sangro c’è anche la Marina, che è una tranquilla borgata balneare, immersa nel cuore della Costa dei Trabocchi, che vanta un litorale di circa sei chilometri che si estende tra la spiaggia sabbiosa della località “Le Morge” e quella ghiaiosa di “Costa Verde”. Il territorio è ricco di antichi uliveti e rigogliosi vigneti.

Panorama di Torino di Sangro (Chieti), Abruzzo (Italy)

Il toponimo di Torino del Sangro, come quello della Torino piemontese, deriva certamente dal latino “taurus”, e non è un caso che un toro sia raffigurato nello stemma comunale. Fino al XIX, il borgo secolo si chiamava semplicemente Torino; poi, per ovviare ai disguidi postali causati dall’omonimia con la più nota città subalpina, il 20 luglio 1862 il consiglio comunale deliberò di mutarne il nome in Torino del Sangro. Vale la pena di ricordare che nel territorio, su una collina a poca distanza dal centro abitato, vi è un Cimitero di Guerra Inglese, dove riposano le spoglie di oltre 2.600 soldati del Commonwealth, caduti nel 1943 nel corso degli scontri contro l’Esercito tedesco lungo il Sangro. A pochi passi dal mare, si trova la Riserva Naturale Regionale Lecceta di Torino di Sangro. Si estende per 175 ettari a Sud della foce del Sangro.  Nel parco végetano molte varietà tipiche della macchia mediterranea, come il leccio, ma è presente anche l’orniello, e il cerro e le roverelle. Al suo interno è possibile effettuare escursioni naturalistiche soprattutto nel periodo estivo.

È proprio vero: tra una Torino e l’altra, ci stanno di mezzo i monti oppure il mare.

Sergio Donna

Sergio Donna

Torinese di Borgo San Paolo, è laureato in Economia e Commercio. Presidente dell’Associazione Monginevro Cultura, è autore di romanzi, saggi e poesie, in lingua italiana e piemontese. L’ultimo suo romanzo, "Lo scudetto revocato” è ispirato al presunto illecito sportivo che portò alla revoca del primo scudetto conquistato sul campo dal FC Torino. Come piemontesista, Sergio Donna cura da tempo le edizioni annuali di “Armanach Piemontèis - Stòrie d’antan”.

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