Amarcord di Mino RossoNessuna categoriaΩ PRIMO PIANO

fantasie giovanili: michele sognava di correre ad ascot con il suo cavallo

ecco io non avevo mai saputo che michele avesse avuto un cavallo. no. io non lo avevo mai saputo. non che la cosa fosse importante. però. ecco. io non lo avevo proprio mai saputo. mah. e nemmeno lui me lo aveva mai detto. voglio dire il cavallo. sì. lui non mi aveva mai parlato del suo giovane (già. per me a 5 anni si è ancora giovani) padrone. eppure avrebbe dovuto farlo. se non altro per riconoscenza. sì. per davvero. perché michele tutti i giorni gli portava della paglia. la metteva nel solito cantone. poi lo trascinava, con il suo spago, sino lì. beh. se questo non è prendersi cura di lui allora…

mah. d’accordo. lo spazio riservato non era molto elegante. ma era l’unico disponibile nella vecchia casa. e comunque al coperto. ecco. forse non mi ha mai detto niente perché lui pensava solo a correre ad ascot. che poi michele non sapeva nemmeno dove fosse l’inghilterra. vabbeh. è sempre così. non sempre si può condividere tutto nella vita. poi mi sono detto che era meglio parlare con lui. con il cavallo. solo per chiarire. è sempre meglio conoscere la verità. se non è troppo cara.  l’ho fatto. è così che sono venuto a sapere che lui aveva in testa solo la granbretagna. michele, invece, avrebbe potuto portarlo a siena. beh, perché è più vicino. o forse no. ecco è sempre difficile parlare di distanze. anche per me.

il royal ascot si disputa tutti gli anni in inghilterra ed è riservato ai cavalli purosangue

gesù. con questa storia del cavallo di michele adesso io non so nemmeno più quanto sia lontana la realtà dalla fantasia. so solo che il tempo passa. così è passato anche per lui. voglio dire per michele. già. anche lui è diventato grande. succede a tutti. quasi. vabbeh. poi quando si diventa grandi s’imparano tanti mestieri. almeno una volta era così. lui imparò a fare persino il muratore. una fortuna. già. perché qualche anno dopo c’era la finestra da riparare. no. ecco il muro. sì. il muro intorno alla finestra. con il tempo anche i muri si lasciano andare. michele lo sapeva e non voleva che cadesse. già. cadere. allora, michele, fece un po’ di malta in un secchio. lui aveva imparato come si fa. beh. io non so da chi. poi prese un mattone che si trovava lì per terra. sul pavimento. uhm. lo slegò dallo spago che aveva attorno. poi. sì. ecco. sì. con un secco colpo di cazzuola lo portò alla giusta misura. il muro era salvo.

Note

michele (ferrante) – Ex-metalmeccanico, sindacalista, vetrinista nel settore della moda e artista nel campo delle arti plastiche e figurative si dedica prevalentemente al recupero della tradizione italiana. Nato a Torremaggiore (FG) nel 1945 arriva a Torino nel 1956 dove ancora risiede. Assiduo frequentatore del Balon sempre alla ricerca di segni della cultura popolare.
balon – Storico mercato delle pulci di Torino in Borgo Dora nel quartiere Aurora, vicino al mercato di Porta Palazzo.
ascot – (ippodromo di) – Famoso ippodromo inglese situato nella cittadina di Ascot, Berkshire, dove si disputano corse di cavalli purosangue.
siena – Città toscana universalmente conosciuta per il suo ingente patrimonio storico, artistico, paesaggistico nonché per il celebre Palio.

Mino Rosso

Delfino Maria Rosso (detto Mino Rosso) è nato a Torino il 18 febbraio 1938 dove vive e lavora. Come giornalista, pubblicista, dal 1973 si occupa di temi sociali e culturali, con una particolare attenzione verso le espressioni artistiche. Ha condotto, e conduce, ricerche su questioni di cultura contemporanea per Arte e Società, il foglio, Pianeta, Il Corriere di Tunisi. Alcuni suoi testi sono stati tradotti in arabo. Ha collaborato, a partire dal 1964, con poesia lineare e visiva, a diverse riviste italiane ed estere tra le quali, ad esempio, Antologia Geiger, L’humidité, Offerta Speciale, Tam-Tam. Espone, dagli anni ’70, in mostre personali e collettive, lavori di arte visuale e arte concettuale. Alcuni lavori sono esposti in modo permanente presso la Galleria del Premio Suzzara Museo d’arte Lombardia. A partire dalla metà degli anni Ottanta si dedica alla interculturalità e viaggia alla ricerca del minimo comune denominatore del momento ludico della vita, identificato nel “gioco”, tra le diverse culture nel mondo raccogliendo, soprattutto, giocattoli di strada, donati poi a diversi musei. In campo musicale ha composto alcuni brani di musica elettronica e concreta per concerti e colonne sonore di lavori teatrali. In www.issuu.com/delfinomariarosso attualmente sono pubblicati una cinquantina di libri, alcuni dei quali stampati, ai quali si può accedere gratuitamente.

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