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Il Castello di Calosso e il culto del Santo Alessandro Sauli

CALOSSO. Il Monferrato è ricco di castelli, dimore storiche e antiche fortificazioni e torri. Alcune svettano dalle cime delle colline in tutto il loro splendore, lasciandosi ammirare dai passanti delle strade tutte intorno, altre rimangono un po’ più nascoste, interpretando in maniera discreta e modesta il loro ruolo imponente all’interno del paesaggio monferrino. È questo il caso del Castello di Calosso, che sorge all’interno del centro abitato omonimo. Si trova su un’alta collina, tra le valli del Nizza e del Tinella, immerso in un territorio celebre per i suoi pregiati vigneti e incantevoli boschi.

La storia del Castello di Calosso è molto antica: alcune testimonianze collocano la sua costruzione attorno ai decenni precedenti all’anno 1000. Una serie di passaggi di proprietà, ha portato il Castello a mantenersi vivo e in ottimo stato fino ai giorni nostri. Attualmente è di proprietà della famiglia Balladore Pallieri, discendenti diretti, in linea femminile, dei Roero di Cortanze, signori di Calosso, che trasformarono il maniero in una residenza di campagna, ristrutturando e ampliando la struttura originaria.

Il Castello è visitabile su appuntamento o durante manifestazioni culturali, come le giornate FAI. Durante le visite guidate, è possibile percorrere il bellissimo giardino, che si affaccia su colline e vigneti limitrofi, e recarsi nei sotterranei e nelle stanze situate al piano terra.

Entrando all’interno del parco, si può osservare la struttura esterna del Castello: le parti più caratteristiche sono la massiccia torre cilindrica, ornata da archetti  pensili e merli guelfi, e le mura cinquecentesche sul lato nord, con bocche da fuoco e feritoie, che ricordano l’antica impronta di roccaforte del Castello di Calosso. 

Il Castello, inoltre, è legato ad un episodio molto importante per la vita del piccolo borgo: nel 1592 il vescovo di Pavia, Alessandro Sauli, soggiornò all’interno del Castello nel corso di una visita pastorale. Purtroppo, morì improvvisamente a causa di un malore. L’evento scosse gli animi degli abitanti, tanto da creare un vero e proprio periodo di pellegrinaggio nella camera, dove era spirato il vescovo. La popolazione di Calosso si legò istantaneamente alla figura di Alessandro Sauli, santificato nel 1904: alcuni si recavano al castello per pregare, altri per chiedere la grazia per parenti o amici malati. I signori del Castello commossi da tanta devozione, decisero di convertire la camera in cappella, dedicata al vescovo. Da quel momento in poi, la cappella venne arricchita anche dai quadretti ex-voto, in cui sono raffigurati i presunti miracoli del Santo. Nel 1683, Calosso istituì la festa patronale di Sant’Alessandro, che si tiene tutti gli anni l’11 ottobre.

Per prenotazioni o informazioni è possibile inviare una mail a castellodicalosso@gmail.com o telefonare al 339.5971315.

Chiara Parella

Classe ’87, torinese di nascita, ma astigiana di adozione, dopo una formazione classica, si è laureata in scienze e tecnologie agroalimentari presso l’Università degli Studi di Torino. Si occupa di marketing e comunicazione e scrive per alcuni blog di settore. Amante da sempre della letteratura latina e della cultura in generale, è autrice del libro “La figlia sfuggente”, il suo esordio letterario (Letteratura Alternativa Edizioni, 2020).

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