Amarcord di Mino Rosso

imparare a sentire le voci che vengono da lontano: la radio galena

sono ritornato indietro nel tempo. nel dopoguerra. ai primi miei ricordi su come giocavo e vivevo. di qui questi tre racconti, scritti in prima persona, rivolti ai miei anni ‘40.  ho scelto di illustrarli riportando gli oggetti di allora, nel modo più fedele possibile. come li ricordo impigliati nelle ragnatele della memoria, o perché, in parte, possiedo ancora. vale la pena ricordare che in quegli anni anche i pochi giocattoli che si ricevevano in dono erano finalizzati all’inserimento nel mondo del lavoro. ecco il terzo giocattolo per diventare da grande un radiotecnico: la radio galena0.

beh. la radio a casa mia c’è sempre stata.  sarà perché i miei. voglio dire papà e mamma. l’hanno comprata ancora prima che io nascessi. gesù. era una radiomarelli targelio1. in che famiglia strana mi è toccato di nascere. avrei dovuto dire così. ma non l’ho detto. no. per davvero. non l’ho mai detto. però la cosa è un po’ strana. o forse no. perché io sono nato in casa. in via degli artisti. a torino. durante in tempo di guerra. che però ho visto poco. per fortuna. vabbè. e proprio a gassino2. uhm. forse no. forse già a torino. vabbè comunque facevo di sicuro ancora le elementari quando ho costruito la mia prima radio galena. sì. certo papà mi aveva anche un po’ aiutato. lui lavorava già alla stipel3. già la scatola l’avevo fatta in compensato con il traforo.

Una radio a galena del 1915

per me questo non era un problema. no. non lo era proprio. dal signor virgilio avevo imparato tante cose. adesso imparavo anche l’elettricità. non è stato difficile. avevo imparato in fretta a leggere gli schemi. il problema erano i pezzi. uhm. però al balon4 o da qualche commerciante di surplus si trovavano. vabbè, con papà andavamo sino ad asti. con la lambretta5 125 b.  papà aveva comprato la lambretta. forse con i soldi di bussolino6. perché a torino eravamo in affitto. la vespa non era sicura. aveva il motore di fianco. boh. così dicevano. non so chi. comunque si andava sino là per comprare i pezzi. la radio per noi era proprio importante. di giorno ascoltavo il gazzettino padano7 e di sera il canto del grillo8. sul terzo programma9. sì. una trasmissione da intellettuali. a me sarebbe piaciuto diventare così. anche ai miei. voglio dire sarebbe piaciuto. ma bisognava incominciare a lavorare in fretta. c’era da pagare l’affitto. e anche le medicine per mamma che era sempre ammalata. di trasmissioni ne ricordo tante. beh. anche se faccio un po’ di confusione.

però ricordo “ël cantôn dïi barbutun” del “gazzettino del piemonte”. e anche “bondì, cerea” con munsu muss e madama gernbin. poi sono andato alle scuole superiori e lì sono diventato proprio bravo. o quasi. anche perché la mia televisione l’avevo costruita quando facevo ancora le medie. già. per davvero. i pezzi li avevamo (papà e io) comprati dal solito venditore di surplus10 di asti. il tubo catodico era il bp5. sì. 5” (pollici) di diametro. era di un radar. il bianco era verde e il nero marrone. scuro. l’antenna in filo piattina. e il mobile lo avevo fatto con il traforo ma questa volta non più in compensato ma masonite. beh. anch’io mi stavo adeguando al progresso. lo schema credo (anzi sono quasi sicuro) di averlo trovato in una rivista. forse sistema a11. ecco sì. una rivista che in casa arrivava tutti i mesi. quando i soldi lo permettevano. ricordo che era proprio interessante. ti insegnava a fare delle cose. e te le spiegava persino. però avevo già studiato il radio libro12. e fatto altre radio dopo quella a galena.

vabbè. intanto i vicini di casa si portavano la sedia a venivano a vedere lascia o raddoppia?13 a casa amia. beh. non proprio vedere. sentire con qualche figura intravvista. era così. poi di lì in avanti le cose proseguirono verso la strada del lavoro. beh. molti diranno che sono diventato grande. non è vero. ho sempre giocato. e continuo a giocare. vabbè. qualcuno (ma solo qualcuno) si ricorderà di schiller14. e qualche psicologo aggiungerà: con una infanzia così felice… già.

Note

0 radio (a) galena – Semplice ricevitore radio che utilizza come alimentazione l’energia delle onde radio ricevute da una antenna esterna. Il rivelatore è costituito da un cristallo di galena (solfuro di piombo), spesso in un tubetto di vetro, chiamato detector sul quale viene mosso un piccolo filo metallico (baffo di gatto). Successivamente il detector venne sostituito da un diodo al germanio. Normalmente riceveva bene le onde medie (AM). Data la bassa potenza del sistema l’ascolto avveniva con cuffie.
1 targelio – Radio prodotta dalla RadioMarelli, azienda italiana di elettronica di consumo, a metà degli anni ’30. Veniva commercializzata con lo slogan “Il meglio in radio”. Nel 1936 costava 1.100 lire.
2 gassino – (Torinese – Gasso [gasu] in piemontese) è un comune della città metropolitana di Torino. 
3 stipel – Società Telefonica Interregionale Piemontese E Lombarda fu la società telefonica che operò tra il 1925 e il 1964 nelle province delle attuali regioni Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia. Nel 1964 venne fusa e incorporata nella SIP.
4 balon – Storico mercato delle pulci di Torino in Borgo Dora nel quartiere Aurora, vicino al mercato di Porta Palazzo.
5 surplus – Materiale elettrico militare, prevalentemente USA, il cui commercio fiorì subito nel dopoguerra. Uno dei principali venditori, o rottamari come venivano chiamati, si trovava ad Asti.
6 lambretta 125 b – Scooter prodotto dalla Innocenti di Milano dal 1948 al 1950.
7 Bussolino – (di Gassino) Dal 1928 frazione di Gassino Torinese.
8 il Gazzettino padano – trasmissione radiofonica regionale
9 il canto del grillo – Trasmissione radiofonica tenuta da Francesco Carnelutti. Gli interventi furono pubblicati da Edizioni Radio Italiana nel 1955.
10 terzo programma – Nel 1950 alla Rai nascono ufficialmente i tre programmi nazionali. Radio 3 metteva in onda una lunga serie di rubriche e trasmissioni a carattere generalista, monografico e storico.
11 sistema a – SISTEMA “a” – RIVISTA MENSILE DELLE PICCOLE INVENZIONI degli anni ’50 edita da Capriottii, Roma.
12 (il) radio libro – D. E. Ravalico, IL RADIO LIBRO, Editore Ulrico Hoepli, Milano.
13 lascia o raddoppia? – Famoso programma televisivo a quiz del primo canale della Rai andato in onda dal 1955 al 1959.
14 schiller – Johann Christoph Friedrich von Schiller (1759-1805) poeta, filosofo, drammaturgo e storico tedesco. Celebre il suo detto “l’uomo è pienamente uomo solo quando gioca”.

Mino Rosso

Mino Rosso

Delfino Maria Rosso (detto Mino Rosso) è nato a Torino il 18 febbraio 1938 dove vive e lavora. Come giornalista, pubblicista, dal 1973 si occupa di temi sociali e culturali, con una particolare attenzione verso le espressioni artistiche. Ha condotto, e conduce, ricerche su questioni di cultura contemporanea per Arte e Società, il foglio, Pianeta, Il Corriere di Tunisi. Alcuni suoi testi sono stati tradotti in arabo. Ha collaborato, a partire dal 1964, con poesia lineare e visiva, a diverse riviste italiane ed estere tra le quali, ad esempio, Antologia Geiger, L’humidité, Offerta Speciale, Tam-Tam. Espone, dagli anni ’70, in mostre personali e collettive, lavori di arte visuale e arte concettuale. Alcuni lavori sono esposti in modo permanente presso la Galleria del Premio Suzzara Museo d’arte Lombardia. A partire dalla metà degli anni Ottanta si dedica alla interculturalità e viaggia alla ricerca del minimo comune denominatore del momento ludico della vita, identificato nel “gioco”, tra le diverse culture nel mondo raccogliendo, soprattutto, giocattoli di strada, donati poi a diversi musei. In campo musicale ha composto alcuni brani di musica elettronica e concreta per concerti e colonne sonore di lavori teatrali. In www.issuu.com/delfinomariarosso attualmente sono pubblicati una cinquantina di libri, alcuni dei quali stampati, ai quali si può accedere gratuitamente.

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