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Mobili d’arte: una visita agli artigiani del distretto saluzzese

Nonostante i gusti delle nuove generazioni siano mutati, in alcuni atelier nell’antico Marchesato prosegue la tradizionale produzione artigianale di arredi in stile di alta qualità

SALUZZO. Fino agli anni Ottanta-Novanta del Novecento, l’Istituto d’Arte “Amleto Bertoni” di Saluzzo ha rappresentato un importante punto di riferimento per l’artigianato artistico e per la lavorazione del legno nel territorio dell’antico Marchesato. Centinaia di maîtres menuisier (minusié in piemontese) si sono formati in questa Scuola d’eccellenza, dove hanno appreso l’arte di costruire mobili d’arte, di scolpire pannelli in legno massello, di intagliare il legno, di indorare cornici, di lucidare a cera e gommalacca le ante degli armadi “della nonna” oppure gli antichi testili di austeri letti in noce nostrano, nonché di realizzare suppellettili-capolavoro nel tipico stile barocco secentesco piemontese. Per tanto tempo è stato come se il gusto del Seicento sopravvivesse in questo verde e pittoresco angolo di Piemonte e prendesse ogni giorno nuova e vivida forma in oggetti d’arte, esattamente identici a quelli creati quattro secoli fa.

Qualche decennio orsono, tuttavia, i gusti delle nuove generazioni hanno iniziato a cambiare, ed è scemato in parte l’interesse per il mobile d’arte e in stile, realizzato su misura con le stesse tecniche tramandate nei secoli dai maestri “minusieri”. Gli sposi del terzo millennio si sono via via dimostrati più attratti dalle accattivanti offerte sui cataloghi delle grandi catene scandinave o d’oltralpe, con proposte d’arredo certo più moderne, che però hanno finito per appiattire (o se vogliamo, globalizzare) i gusti dell’arredamento e dell’architettura d’interni, in Italia come altrove. Con il risultato di proporre e creare ambienti sostanzialmente tutti uguali e standardizzati, privi di personalità.

Sulla scia di questa nuova tendenza, l’Istituto d’Arte di Saluzzo si era già da alcuni anni trasformato in un Liceo, con nuove specializzazioni d’eccellenza, in linea con l’evoluzione dell’economia di mercato, e molti tra i numerosi artigiani saluzzesi (e del circondario), maestri del mobile d’arte e del barocco piemontese, hanno pensato di chiudere per sempre i loro atelier. E così, anche per la scarsa propensione delle nuove leve lavorative a trovare lavoro nel settore dell’artigianato, s’è definitivamente spezzato l’ultimo anello di una lunga, secolare e preziosa catena di competenze, esperienze, e sapienze (oggi diremmo di know how), tramandate da una generazione di mobilieri all’altra.

I ragazzi dell’Istituto d’Arte impegnati in una realizzazione

Fortunatamente, però, nel distretto del mobile d’arte saluzzese, sono rimasti alcuni laboratori artigiani, che hanno tenuto duro, e che in questi ultimi tempi sembra stiano vivendo una nuova primavera di interesse, anche da parte delle nuove generazioni, con positivi risvolti di crescita di produzione e di fatturato.

Massimo Coccolino, artigiano mobiliere, titolare dell’omonima azienda saluzzese produttrice di arredamenti in stile, porte e boiseries, con sede in Via Monviso 7, ci spiega: “Da qualche tempo a questa parte, riscontriamo un marcato ritorno all’interesse per le ambientazioni classiche, anche da parte dei giovani, perché i mobili artigianali in stile, anche su misura, consentono di interpretare e soddisfare in modo più efficace il gusto soggettivo di chi vuol arredare la propria abitazione: soprattutto da parte di chi è attento all’eleganza dell’ambiente, e sa apprezzare la cura dei particolari e la qualità dei materiali e delle lavorazioni”.

La ditta Coccolino venne fondata nel 1954 dai fratelli Sergio (padre di Massimo) e Germano Coccolino. “Da mio padre e da mio zio – continua il titolare – ho appreso fin da giovanissimo tutti i segreti di questo mestiere, e mi sono lasciato contagiare dalla loro passione per i mobili d’arte”. Oggi come ieri, il laboratorio artigiano di Massimo Coccolino è specializzato, oltre che nella realizzazione di mobili di classe, anche nella progettazione di boiseries e librerie a muro, nonché nella produzione di porte interne. Sottolinea il signor Coccolino: “Le porte interne coprono un importante ruolo nell’arredamento e costituiscono il biglietto da visita di un appartamento. I nostri clienti possono richiederci dei modelli personalizzati, e da noi potranno trovare le più armoniche soluzioni di eleganza e ricercatezza”.

Molti atelier del legno, presenti in Saluzzo fino agli anni Settanta-Ottanta del Novecento, sono spariti: erano le bòite degli intagliatori, degli indoratori, dei verniciatori, dei laccatori. Dello storico distretto saluzzese del mobile d’arte rimangono tuttavia qua e là alcune roccaforti ancora attive. Come la ditta Rosso Fratelli, specializzata nella progettazione e architettura di interni in stile, nonché nella fedele riproduzione di mobili d’epoca. Ha sede nella Via Antica Torino 5, a Saluzzo.

Massimo Coccolino, artigiano del mobile d’arte saluzzese con la moglie

Un altro storico produttore di mobili d’arte del distretto saluzzese, è poi la Falegnameria Chiola, che già da molti anni ha lasciato l’antica sede di Saluzzo per trasferirsi a Cardé (Cn), in Via Saluzzo 28, e che vanta un’esperienza di ottant’anni di attività.

L’Antica Casa d’Arte Amleto Bertoni, fondata a Saluzzo nel 1919, il cui marchio ha recentemente festeggiato il suo primo secolo di vita, è in grado di realizzare mobili in stile di qualunque epoca, e di effettuare accurati restauri di mobili antichi. Il nobile marchio è però da qualche tempo passato di mano: ora la (nuova) Bertoni ha sede in Paesana (Cn), sulla Strada Provinciale Paesana-Crissolo, al civico 76.

Mobili in stile classico, nella secolare tradizione saluzzese, sono esposti anche nella storica azienda artigiana dei F.lli Villosio, di Costigliole Saluzzo, fondata nel lontano 1894, con sede in Via Busca 23. Un altro storico mobiliere di Saluzzo, con un’esperienza quasi centenaria è Calosso, in Via Torino 41, nato come piccolo laboratorio artigiano con annesso punto vendita di dimensioni limitate, ma che nel tempo si è trasformato una grande area espositiva di mobili d’arte e complementi d’arredo.

Lo stand di Massimo Coccolino a Expocasa 2020

Un altro produttore storico di mobili in stile è la ditta Ghibaudo, che aveva sede a Revello (Cn), in Via Valle Po, 66. Fu fondata da Albino Ghibaudo negli anni Sessanta del Novecento, ed ora è condotta dal figlio Maurizio, ex allievo dell’Istituto d’Arte Bertoni, e formatosi nell’atelier del padre. Lo storico laboratorio Ghibaudo ora è a Caramagna (Cn), in Via Alicia 35, e si è specializzato in antiquariato e restauri.

Mobili di qualità, in legno massello, ma di stile rustico alpino, tipico della Val Varaita, sono prodotti dalla ditta Degiovanni, con sede a Brossasco (Cn), Borgo San Rocco 17.

Ci auguriamo che il distretto dei magnifici mobili d’arte di Saluzzo possa presto tornare ai fasti e alla notorietà del Novecento.

Sergio Donna

Torinese di Borgo San Paolo, è laureato in Economia e Commercio. Presidente dell’Associazione Monginevro Cultura, è autore di romanzi, saggi e poesie, in lingua italiana e piemontese. L’ultimo suo romanzo, "Lo scudetto revocato” è ispirato al presunto illecito sportivo che portò alla revoca del primo scudetto conquistato sul campo dal FC Torino. Come piemontesista, Sergio Donna cura da tempo le edizioni annuali di “Armanach Piemontèis - Stòrie d’antan”.

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