Amarcord di Mino RossoΩ PRIMO PIANO

nel dopoguerra ci si divertiva davvero con poco: il telefono brill

sì. giors era bravo. proprio bravo. per davvero. ci portava i tomini e ci aggiustava le scarpe. beh, questo era importante. ma a volte ci regalava anche le scatole del lucido. voglio dire le scatole vuote del lucido da scarpe. vabbè. noi le scarpe non le avevamo. pensavo che le avremmo avute da grandi. però era una fortuna. avevano sempre il problema della suola bucata. che poi si aggiustava con una cartolina.  sì. proprio magari quando saremmo diventati grandi le avremmo avute. come il signor tomalino. lui aveva anche la macchina. una lancia ardea. che non so nemmeno cosa voglia dire. per questo forse aveva le scarpe lucide. a me. ecco. a noi. sì. perché parlo di me ma anche di mio fratello bucci. che era più piccolo di me. stavo dicendo: noi avevamo gli zoccoli che giors ci aggiustava.

beh. sempre. ma quando saltava via qualche chiodino. poi però a me piaceva persino di più quando ci regalava le scatole del lucido. già con quelle e uno spago ci facevamo un telefono. che era una cosa per parlare quando si è distanti. sì. per davvero, gesù. parlare attraverso un filo. certo giors era bravo perché quando poteva ci portava anche una pagnotta di torta. però anche il dottor serafini era bravo. quando veniva a visitare la mamma che era sempre chiusa nel suo gesso. ci faceva le ricette per il rim. che erano caramelle proprio buone. molli. sapevano di frutta. beh anche se adesso non sono più sicuro. forse perché le confondo con le marmellatine zuegg. che però erano da ricchi. di sicuro le mangiavamo quando papà era andato a lavorare alla stipel.

Una vecchia pubblicità della Stipel (da Archivio storico Telecom Italia)

beh. comunque le rim erano speciali. quasi come il formitrol. anzi di più. anche perché il formitrol te lo davano solo quando avevi mal di gola. come il clorato di potassio. che però era salato. per fortuna c’era l’olio di fegato di merluzzo che faceva bene a tutti i bambini gracili. e faceva anche diventare come gli americani. che erano tutti forti.mah. però delle caramelle non ne avevamo bisogno. servivano per fare la cacca. ma per farla avremmo dovuto mangiare qualcosa. uffa, è un vecchio discorso. non sempre nella spazzatura si trovava qualcosa da mangiare. tutti mangiavano sempre tutto. uhm, i più fortunati erano i contadini. però noi non eravamo contadini. di tanto in tanto mi ricordo che da piccolo mangiavo dei biscotti. quando eravamo ricchi. credo. in casa c’erano due scatole. però vuote. voglio dire non c’erano più i biscotti dentro. già. mamma le usava per metterci i fili. gli aghi. i bottoni. tutte quelle cose che le servivano per aggiustarci i vestiti. 

mamma era proprio una mamma speciale. riusciva a lavorare coi ferri da calza. e cuciva persino la stoffa. anche se era ingessata dalla testa ai piedi. però aveva le mani libere. beh. con la roba che ci chiedeva (e noi le davamo) lei riusciva a lavorare. anche se di tanto in tanto ci chiedeva di grattarle la schiena. con un ferro da calze. lo facevamo entrare tra il gesso e lei attraverso le fessure del collo. uhm. già. bisognava avere pazienza. soprattutto lei. lei che però non ha mai voluto morire. un giorno era venuto persino il prete a benedirla con l’olio santo. io me lo ricordo perché anch’io non stavo bene. avevo la polmonite. poi lei si era ripresa. e io sono guarito. lei voleva vederci diventare grandi. per quando papà sarebbe tornato dalla guerra. giors aveva una piccola casa fuori paese con un orto. per questo lui poteva essere bravo. secondo me aveva ragione suor anna. sì, per davvero. la suora dell’ospedale. dell’ospedale del pedaggio dove un contadino bravo aveva portato mamma tutta ingessata su un carro per il letame. beh. lì suor anna divideva tra tutti gli ammalati il brodo della gallina che aveva portato un contadino per qualcuno. non so chi. forse sua moglie. o qualche altro. beh, sì, era come se avesse rubato. lei lo sapeva. ma diceva che quando gesù l’avrebbe chiamata lei avrebbe saputo cosa dirgli. beh. ecco. io non so come questa storia sia andata poi a finire. uffa, ci avrei pensato quando sarei diventato più grande. per allora sapevo solo che a catechismo mi avevano detto che lei rubava. boh. mi ricordo che io facevo di sì con la testa. e basta.

facevo così perché anche dentro non ero proprio convinto. però giors era proprio bravo. non capisco perché raffaele che lavorava da lui un giorno l’ho trovato per terra con la pistola in mano. uffa. mi ricordo che sono corso dal suo padrone per dirglielo. mah. poi anche di questa storia non ne ho saputo più niente. comunque raffaele non era morto. ecco. sì. questo lo ricordo. beh. tra tutte queste cose la più importante era che alla fin fine noi potevamo divertirci da matti. molto di più di quando giocavo al pallone con ettore. con una palla di stracci che mamma aveva fatto. lui. sì. lui ettore riusciva sempre a scartarmi. o da una parte o dall’altra. uffa. così io preferivo giocare con il telefono. con il telefono di giors si poteva parlare per tanto tempo. anche per non dire niente. e persino con nessuno.

Mino Rosso

Note

giors – (piemontese: Giorgio). Calzolaio proprietario del negozio/laboratorio sotto la nostra abitazione a Gassino.
tomino – Tipico formaggio fresco piemontese in piccola pezzatura di forma circolare.
tomalino (signor) – Probabile proprietario della nostra abitazione di sfollati a Gassino in piazza Antonio Colonna accanto agli uffici comunali.
bucci – Soprannome da bambino di Flavio, fratello (nato a Torino 1940 nella clinica Sansoni).
pagnotta di torta – Definizione del pane bianco. Allora si mangiava il pane nero con la crusca. Il pane nero era prodotto con farina integrale, con la crusca, e al frumento si aggiungevano le farine di mais, di segale e gli ingredienti più svariati, talvolta anche avariati. Alcuni panificatori aggiungevano persino segatura all’impasto. E il sale, soprattutto verso la fine della guerra, era un prodotto difficile da trovare, quindi il pane era insipido.
mamma – Maria Bertaglia (Loreo [RO] 1913 – Cumiana [TO] 2001). Si sposa a febbraio del 1937 con Carlo Rosso.  Nel febbraio del 1938 nasce Mino e nel novembre 1940 Flavio. Per una serie di patologie specifiche della tubercolosi ossea fu completamente ingessata e costretta a letto dal 1942 al 1949. Successivamente riprese a muoversi dapprima con le stampelle di legno e un busto in metallo (che toglieva durante i temporali per paura dei fulmini) poi con il bastone in brevi percorsi. Profondamente religiosa (terziaria francescana) trovò nella fede la forza di affrontare tutte le malattie che di volta in volta l’afflissero. I suoi obiettivi furono dapprima quello di vedere i figli grandi e poi di essere a fianco del marito per aiutarlo nella quotidianità. Creativa che, nonostante le difficoltà fisiche, realizzò diversi lavori manuali tra i quali ambienti (principalmente salotti) in miniatura per bambole (alcuni sono stati donati al Centro per la Cultura Ludica di Torino), fiori di carta crespa e fil di ferro, lavori all’uncinetto, ecc. Come attività artistica si dedicò alla pittura ad olio. Diversi i quadri, quasi sempre di paesaggi, che realizzava ma che non vendeva se non durante le poche mostre fatte per raccogliere fondi a favore di associazioni di volontariato. La sua attività di pittrice si arrestò quando perse la vista, cosa che non la preoccupò. Diceva di averne già viste tante di cose.
rimRegolatore intestinale Murri (meglio conosciuto come lassativo Rim) a forma di cubettini di marmellata al gusto di frutta.
zuegg – Azienda fondata nel 1860 nella Val di Non in Trentino per il commercio delle mele. Nel 1923 entra nel mercato delle marmellate e, all’inizio degli anni ’50, crea il suo prodotto storico “Il fruttino”, una confettura di mele cotogne che va a sostituire il pane, burro e zucchero nella merenda pomeridiana dei bambini.
stipel – Società telefonica interregionale piemontese e lombarda fu una società telefonica che operò tra il 1925 e il 1964 nelle province delle attuali regioni Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia, e nel 1964 sarà fusa e incorporata nella SIP.
formitrol – Antisettico orale in caso di mal di gola. Conteneva formaldeide, sostanza inserita nel 2004 tra quelle cancerogene per la specie umana. Ancora in vendita ma con una nuova formulazione.
clorato di potassio – Composto chimico un tempo impiegato come antisettico del cavo orale.
olio di fegato di merluzzo – Nel dopoguerra veniva spesso somministrato ai bambini che il medico diagnosticava con un generico “linfatico” questo olio ricostituente. Famosa l’Emulsione Scott’s.
olio santo – Estrema unzione – Sacramento della Chiesa cattolica.
anna (suor) – Suora capellona (dal grande cappello bianco) le Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli – chiamate «suore cappellone» per il copricapo a due grandi tese indossato fino agli anni Sessanta suora “rivoluzionaria” che si prodigò a favore degli ammalati a partire dall’ospedale Maria Vittoria di Torino. Si trovò provvidenzialmente presente negli ospedali dove era stata ricoverata mia mamma.
pedaggio – Località lungo la strada Gassino – Sciolze.
raffaele – Aiutante nel negozio di Giors. Era un giovane sciancato che si trascinava con l’aiuto delle stampelle.

Mino Rosso

Delfino Maria Rosso (detto Mino Rosso) è nato a Torino il 18 febbraio 1938 dove vive e lavora. Come giornalista, pubblicista, dal 1973 si occupa di temi sociali e culturali, con una particolare attenzione verso le espressioni artistiche. Ha condotto, e conduce, ricerche su questioni di cultura contemporanea per Arte e Società, il foglio, Pianeta, Il Corriere di Tunisi. Alcuni suoi testi sono stati tradotti in arabo. Ha collaborato, a partire dal 1964, con poesia lineare e visiva, a diverse riviste italiane ed estere tra le quali, ad esempio, Antologia Geiger, L’humidité, Offerta Speciale, Tam-Tam. Espone, dagli anni ’70, in mostre personali e collettive, lavori di arte visuale e arte concettuale. Alcuni lavori sono esposti in modo permanente presso la Galleria del Premio Suzzara Museo d’arte Lombardia. A partire dalla metà degli anni Ottanta si dedica alla interculturalità e viaggia alla ricerca del minimo comune denominatore del momento ludico della vita, identificato nel “gioco”, tra le diverse culture nel mondo raccogliendo, soprattutto, giocattoli di strada, donati poi a diversi musei. In campo musicale ha composto alcuni brani di musica elettronica e concreta per concerti e colonne sonore di lavori teatrali. In www.issuu.com/delfinomariarosso attualmente sono pubblicati una cinquantina di libri, alcuni dei quali stampati, ai quali si può accedere gratuitamente.

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