CURIOSITÀΩ PRIMO PIANO

Quei tre torèt di piazza Bernini che ricordano il martirio di San Paolo…

Sono posizionati a Torino di fronte alla sede della Compagnia di San Paolo, all’angolo tra corso Ferrucci e via Duchessa Jolanda

TORINO. Forse qualcuno dei nostri lettori si sarà domandato il motivo dell’insolita presenza di tre torèt, perfettamente allineati tra loro e schierati come tre soldatini di guardia, che si trovano in piazza Bernini, all’angolo tra corso Ferrucci e via Duchessa Jolanda, la contrada principale del quartiere Cit Turin. Più precisamente, le tre fontanelle verdi di piazza Bernini sono posizionate di fronte al palazzo che ospita la Sede della Compagnia di San Paolo.

Il complesso edilizio verso cui sono rivolti venne costruito a partire dal 1893 per accogliere l’Educatorio femminile Duchessa Isabella. Durante la Prima guerra mondiale, l’edificio fu adibito a Ospedale militare. Nel 1942, fu parzialmente, ma gravemente, danneggiato dai bombardamenti. Nel dopoguerra, e fino all’acquisizione del palazzo da parte dell’Istituto Bancario San Paolo di Torino (ora Banca Intesa Sanpaolo), esso accolse le aule della Scuola Media Giovanni Pascoli, che venne poi trasferita nell’adiacente plesso di Via Duchessa Jolanda.

Un’antica immagine dell’Educatorio femminile Duchessa Isabella

Dalla fine degli anni Dieci del Duemila, il palazzo, completamente restaurato e ristrutturato, accoglie gli Uffici amministrativi della Compagnia di San Paolo e dell’Opera Pia San Paolo. In alcune sale al primo piano sono conservate una decina di splendide pale pittoriche, realizzate tra il Cinquecento e il Seicento, firmate da autorevoli pittori dell’epoca, dedicate alla vita di San Paolo di Tarso (ebreo ellenizzato che ottenne la cittadinanza romana), dalla sua conversione al martirio, avvenuto a Roma per decapitazione, tra il 64 e il 67 d.C., per ordine di Nerone.

Saulo di Tarso (città della Cilicia) era un ebreo fariseo, di cultura greca: cambiò il proprio nome in Paolo dopo la cosiddetta “folgorazione” (apparizione di Gesù) avvenuta attorno all’anno 35 sulla strada di Damasco, che segnò la sua radicale conversione da spietato persecutore dei primi cristiani, a fedele Apostolo di Cristo, missionario tra i Gentili. Svolse il suo apostolato accompagnato o sostenuto da fedeli discepoli e collaboratori, come Barnaba, Teofilo, Aquila, Prisca, Apollo, Sila e altri. Nel corso del suo apostolato, percorse migliaia e migliaia di chilometri, via mare e a piedi.

Nel suo primo viaggio, da cui tornò nel 48 d.C., fu ad Antiochia di Siria, ad Antiochia di Pisidia, a Salamina di Cipro. Nel suo secondo viaggio (tra il 49 e il 52 d.C.), fu a Filippi e a Tessalonica (Macedonia), ad Atene, a Corinto, Cesarea (Palestina) e a Gerusalemme: ovunque faceva nuovi proseliti, e dava conforto e speranza alle prime comunità cristiane. Nel suo terzo viaggio (53-57 d.C.), Paolo visitò le chiese dell’Asia Minore (Turchia): fu in Galazia, a Colossi e a Efeso, e poi ancora a Filippi, Tessalonica, e Corinto, prima di far ritorno a Gerusalemme. Nel suo quarto viaggio, quasi tutto via mare, tra il 60 e il 61, raggiunse Roma, passando per Creta, Malta (dove fece naufragio) e la Sicilia.

La sede della Compagnia di San Paolo dopo il restauro

Nei suoi quattro viaggi nel mondo conosciuto di allora, incontrò spesso gravi difficoltà ed ostilità ad oltranza, anche ‒ e forse soprattutto ‒ dalle stesse comunità giudaiche che si ostinavano a non accogliere il messaggio evangelico di Cristo. Nella Seconda Lettera ai Corinti (11, 24-27), San Paolo scrive infatti: “Cinque volte dai Giudei ho ricevuto i quaranta colpi, meno uno; tre volte sono stato battuto con le verghe; una volta sono stato lapidato; tre volte ho fatto naufragio: ho passato una notte e un giorno nell’abisso. Viaggi innumerevoli, pericoli dei fiumi, pericoli degli assassini, pericoli da parte dei miei connazionali, pericoli dai Gentili, pericoli nelle città, pericoli nelle solitudini deserte, pericoli nel mare, pericoli dai falsi fratelli; nella fatica e nelle avversità, sovente in prolungate veglie, nella fame e nella sete, in frequenti digiuni, nel freddo e nella nudità”.

A Roma, Paolo incontrò San Pietro e trovò dimora “per due anni interi in una casa d’affitto, dove riceveva coloro che andavano da lui, predicando il regno di Dio e insegnando con piena libertà, con tutta franchezza e senza alcun ostacolo le cose riguardanti il Signore Gesù Cristo” (San Luca, Atti degli Apostoli, 27, 30-31). Per due volte venne incarcerato dai Romani: liberato una prima volta, fu nuovamente messo in catene, e infine martirizzato il 29 Giugno del 67. Nello stesso anno venne crocifisso anche Pietro, che però volle essere appeso sulla croce a testa in giù, dichiarandosi non degno di ricevere la stessa morte del Salvatore.

L’Abbazia delle Tre Fontane sulla Via Laurentina a Roma

Secondo la tradizione, nel sito romano del martirio di Paolo, scaturirono improvvisamente tre polle d’acqua sorgiva. Sul posto, lungo l’attuale Via Laurentina, è stata costruita l’Abbazia delle Tre Fontane. La lapide posta sulla porta dell’edificio di culto recita così: “S. PAULI APOSTOLI MARTYRII LOCUS UBI TRES FONTES MIRABILITER ERUPERUNT” (luogo del martirio di san Paolo apostolo dove tre fonti sgorgarono miracolosamente).

Si racconta che la testa di Paolo cadde e rotolò a terra facendo tre rimbalzi prima di fermarsi: in corrispondenza di ciascun rimbalzo sarebbero sgorgate le tre fontane, ancora presenti all’interno della chiesa.

I tre torèt di piazza Bernini vogliono simbolicamente ricordare quel miracolo. Ecco perché sono lì, rivolti verso l’edificio che occupa gli uffici della storica Compagnia di San Paolo, che da ormai molti secoli è dedicata al grande Apostolo martirizzato a Roma.

Sergio Donna

Torinese di Borgo San Paolo, è laureato in Economia e Commercio. Presidente dell’Associazione Monginevro Cultura, è autore di romanzi, saggi e poesie, in lingua italiana e piemontese. L’ultimo suo romanzo, "Lo scudetto revocato” è ispirato al presunto illecito sportivo che portò alla revoca del primo scudetto conquistato sul campo dal FC Torino. Come piemontesista, Sergio Donna cura da tempo le edizioni annuali di “Armanach Piemontèis - Stòrie d’antan”.

Articoli correlati

Back to top button
error: Content is protected !!