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Reale Restauri, dove i lampadari d’epoca tornano all’antico e originale splendore

Eccellenze artigiane del territorio: nella sua bottega di via Ormea a Torino, Francesco Panacciulli ridà vita e luce ai vecchi lampadari della nonna

Il suo laboratorio si affaccia, con una sola vetrina, in via Ormea 67/b, a Torino, quasi con pudore. Un piccolo atelier, che come i piccoli scrigni – però – conservano tesori. Dal soffitto, come una cascata di gioielli, pendono antichi lampadari della nonna a boccia d’opale, chandeliers in stile barocco, lustres francesi, eleganti lampadari Maria Teresa e lanterne di ogni tipo e forma. Alle pareti, appliques in bronzo fuso a cera persa, a due, tre luci, cinque luci, e sugli scaffali centinaia di componenti di lampade e lampadari antichi, catene di ottone, lampadine tradizionali, a uovo, a tortiglione, trasparenti e opache, anelli e tondini, gocce di vetro di Murano, filamenti di rame, bulloni, dadi, brugole, rosette, fili elettrici, e persino quinquets per le lanterne a petrolio.

Siamo entrati nella storica ditta “Reali Restauri”, dove ci sorride con orgoglio il titolare, anzi il “capomastro”, come ama definirsi lui: Francesco Panacciulli. “ Sono in questo negozio –esordisce – fin da ragazzo, quando mi sono affiancato al fondatore della ditta, che mi ha trasmesso la passione e tutti i segreti di questo mestiere. È stato come un padre per me. Poi, lui è andato in pensione, ed io ne ho rilevato l’azienda. Restaurare un lampadario antico è rigenerare un oggetto d’arte: significa fare in modo che di nuovo trasmetta la luce, e la luce, per un lampadario, è un po’ come il respiro per un essere vivente”.

Accanto a Francesco oggi si affianca uno staff esperto e professionale, in grado di far tornare come nuovo un antico lampadario, una lanterna, un’applique, ridando lustro alla loro estetica e facendoli funzionare in totale sicurezza.

“Siamo un’azienda accreditata presso le Soprintendenze del Piemonte – continua il signor Panacciulliin grado di risolvere con metodo e professionalità tutte le problematiche di ogni lampadario d’epoca, e riportarlo all’antico e originale splendore. Possiamo riprodurre, a campione, anche lampadari in ferro, ottone, bronzo e vetro di Murano”.

Dunque è vero: esistono ancora a Torino realtà artigianali che parevano scomparse per sempre. L’artigianato di qualità e di eccellenza può sopravvivere anche nel terzo millennio, quando è svolto con passione, professionalità, resilienza e dedizione e fa rivivere la magia e l’incanto dei tempi passati.

La Reale Restauri di Torino ne è un esempio concreto. Non a caso la Regione Piemonte ha inserito questa azienda artigiana nell’albo “Piemonte Eccellenze Artigiane”“perché la qualità riconosciuta sia riconoscibile”, come enuncia la motivazione di questo meritato e prestigioso riconoscimento.

Sergio Donna

Torinese di Borgo San Paolo, è laureato in Economia e Commercio. Presidente dell’Associazione Monginevro Cultura, è autore di romanzi, saggi e poesie, in lingua italiana e piemontese. L’ultimo suo romanzo, "Lo scudetto revocato” è ispirato al presunto illecito sportivo che portò alla revoca del primo scudetto conquistato sul campo dal FC Torino. Come piemontesista, Sergio Donna cura da tempo le edizioni annuali di “Armanach Piemontèis - Stòrie d’antan”.

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