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Una ricetta per un pranzo salutare con la melanzana violetta piemontese

Chiamata “badinjian” dagli arabi, nome a cui nel Medioevo viene aggiunto il suffisso “melo”, prefisso che indicava vegetali provenienti da terre lontane, e quindi “melo-badinjian”, l’etimologia del nome odierno deriva dal latino “melongena”, che significa letteralmente “mela non sana”, nome dovuto all’antica credenza che il frutto fosse causa di malattie e cattivi umori. Insomma, nonostante l’ingresso nella dieta occidentale non fu uno dei più semplici, la melanzana conquistò col tempo i palati ed i ricettari del bacino del mediterraneo, divenendo oggi uno degli ingredienti di uso comune nella cucina quotidiana, sempre presente negli scaffali dei supermercati indipendentemente dalla stagione. Appartenente alla famiglia delle Solenacee, la melanzana viola, anche detta violetta, è una delle varietà più diffuse di questo ortaggio, la cui produzione è particolarmente sviluppata nei comuni dell’Alessandrino Frassineto Po e Villanova Monferrato: si caratterizza per una forma cilindrica, leggermente ovale, e per una buccia esterna dal colore viola.

Appartenente ai territori omonimi era la Melanzana Violetta Casalese, prodotto PAT estintosi purtroppo verso il finire degli anni ’90, quando un’indagine territoriale determinò definitivamente scomparso ed irreperibile sul mercato il materiale genetico della pianta, sfortunatamente mai riposto nella “Banca del Germoplasma”. Coltivata in pieno campo tra i primi giorni di Luglio e l’inizio di Settembre, la Melanzana Violetta Casalese, che si presentava all’occhio con bacche di forma cilindrica o leggermente ovale, generalmente di color viola purpureo brillante con sfumature biancastre, trovava collocazione nella tradizionale vendita diretta tra produttore e piccolo consumatore, ma senza disdegnare i bancali dei mercati generali di Genova e Milano. Insomma, un prodotto ormai estinto, ma che è sempre bene ricordare nella storia della Tradizione Gastronomica Piemontese.

Ecco qui una ricetta piemontese per provare anche voi, nelle vostre cucine, il sapore della melanzana violetta.

Ingredienti

  • 700g melanzana violetta piemontese
  • 75g pane alle olive
  • 60g pistacchi pelati
  • 30g uva passa gigante
  • maggiorana fresca q.b.
  • olio extravergine di oliva q.b.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

Procedimento

Il primo passo nella preparazione delle violette a beccafico parte, com’è ovvio, dalla pulizia delle melanzane. Ortaggio originario dell’India e della Cina, la melanzana, in Italia protagonista di molte ricette del sud, è un ortaggio dalle proprietà incredibili, tanto efficiente per il suo apporto di calorie e ferro, quanto per l’incredibile versatilità che può vantare nelle ricette di tutti i giorni. Ma come si pulisce davvero una melanzana? Per prima cosa, assicuriamoci che la consistenza del nostro ingrediente sia soda e che la buccia si presenti lucida e liscia, senza ammaccature o sbucciature marroni. Dopodiché, assicuratici della qualità della bacca, laviamola sotto abbondante acqua corrente, rimuovendo accuratamente eventuali rimasugli di terra, ed asciughiamola con un panno. Muniti di coltello, rimuoviamo quindi il peduncolo, ovvero l’originale attaccatura alla pianta. Come nella maggior parte delle ricette italiane, anche nella preparazione delle violette a beccafico non sbucceremo le melanzane. Bene, è ora di affettare il nostro ingrediente principale, fino ad ottenere un totale di 16 rondelle dallo spessore compreso tra gli 0,3 ed i 0,5 Cm. Fatto ciò, saliamo le fette da entrambe i lati e poniamole in un recipiente capiente, dove, schiacciate sotto un peso, le lasceremo a spurgare per un’oretta circa. In questo modo, spurgate dall’acqua, perderanno parte del loro tipico sapore amarognolo, acquisendo invece un sapore più dolce.

Noi, nel frattempo, saremo impegnati la preparazione del ripieno: ammolliamo l’uva passa in acqua tiepida e riduciamola, dividendola in due o tre parti. Tritiamo grossolanamente i pistacchi e frulliamo il pane alle olive, tostandolo a fuoco alto in padella per un massimo di tre minuti. Fatto ciò, in una plafoniera, uniamo i pistacchi, l’uva passa ed il pane alle olive tostato, aggiungendo, se piace, un cucchiaino raso di foglioline di maggiorana tritate.

Condiamo con un filo di olio, un pizzico di sale ed una macinata di pepe, per poi mescolare il tutto con un mestolo, rigorosamente di legno.

Passato il tempo previsto, torniamo alla preparazione delle melanzane: dopo averle lavate, così da eliminare il sale, condiamole con un filo d’olio e cuociamole su piastra precedentemente scaldata, non più di 1-2 minuti per lato.

Perfetto: farciamo le nostre melanzane con un cucchiaio del ripieno appena preparato e, dopo aver impiattato piegando in quattro le nostre violette a beccafico, serviamole ai nostri ospiti, magari accompagnando il tutto con un buon calice di Gavi, ottimo in abbinamento al nostro piatto di verdure saporite.

Mirco Spadaro

Classe '98, rivolese di nascita, frequenta il corso di Lettere Antiche a Torino, sotto il simbolo della città. Tra viaggi e libri, è innamorato della tecnologia e della scrittura e cerca, tra articoli e post su siti e giornali online, di congiungere queste due passioni, ora nella sua "carriera" come scrittore, ora con il "popolo di internet".

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